Lucidare i polimeri in cinque passi: il flusso PolyFlow
In laboratorio passano PMMA, polimeri ad alto impatto, compositi e resine per la stampa 3D. Ogni materiale chiede qualcosa di diverso alla lucidatura, e ottenere una finitura uniforme su ogni restauro è sempre più importante. Il rischio è improvvisare: strumenti scelti a occhio, sequenze che cambiano da un lavoro all'altro, risultati che dipendono da chi tiene in mano il manipolo.
PolyFlow, il kit di lucidatura Komet per il laboratorio odontotecnico, mette ordine in questo passaggio. Un unico sistema, cinque fasi, un supporto a forma di onda che indica la sequenza degli strumenti, dal grossolano al fine.
Il flusso, passo dopo passo
Il punto di partenza è una protesi realizzata digitalmente, fresata o stampata.
Da lì, ogni fase costruisce sulla precedente.
- Preparazione. Si rimuovono i supporti e il materiale in eccesso dalla base fresata con la fresa in metallo duro H79FSQ.104.031. La dentatura fine a taglio incrociato asporta in modo controllato e riduce l'impastamento tipico dei polimeri moderni. La rifinitura precisa delle transizioni è la base per tutto quello che segue.
- Prelucidatura. La ruota lamellare blu scuro 96001C.104.210 riduce le tracce di fresatura, stampa e lavorazione e prepara la superficie.
- Lucidatura. La ruota lamellare azzurra 96001M.104.210 elimina le tracce più sottili e dà una lucentezza uniforme. Le lamelle flessibili seguono le diverse geometrie e sviluppano poco calore.
- Lavorazione dei dettagli. Per margini, fornici vestibolari, papille e spazi interdentali si usano il gommino a lente 96002M.104.160 e il gommino a fiamma 96003M.104.055, che lavorano con precisione anche nelle zone difficili da raggiungere senza alterare le strutture anatomiche.
- Lucidatura a specchio. Il dischetto in cotone 9639.104.220 con la pasta diamantata 9640.000 porta la superficie alla brillantezza finale. Per le aree più delicate c'è il lucidatore a fiamma beige 96003F.104.055.
Un sistema, non una collezione di strumenti
L'idea di PolyFlow è che il risultato dipende dall'intero flusso e non dal singolo lucidatore.
- Il supporto a onda. Ogni strumento ha la sua posizione definita e la forma ondulata mostra la sequenza dal grossolano al fine: chi lavora sa sempre da dove cominciare.
- Ruote lamellari flessibili. Si adattano a superfici, curve e bordi, riducono le tracce di lavorazione e conservano i dettagli modellati di proposito.
- Pasta diamantata solida. Si preleva con il dischetto rotante in modo pulito ed economico.
- Blocco di ravvivatura. Rimodella i lucidatori e ripristina in particolare il profilo netto del gommino a lente. Ha impugnature integrate per una presa sicura. Ravvivare con regolarità mantiene le prestazioni e rende i risultati ripetibili.
Per quali lavori
PolyFlow si usa su protesi, bite, provvisori a lungo termine e altri restauri a base polimerica, fresati CAD/CAM, stampati in 3D o realizzati con metodo convenzionale. I materiali sono PMMA, polimeri ad alto impatto, compositi e polimeri stampati in 3D: un unico sistema per tutti, con una finitura controllata grazie alla bassa pressione di contatto e al funzionamento fluido.
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